Gli Orishas, le divinità della Santeria, appartengono originariamente alla religione degli Yoruba, etnia africana proveniente dalla Nigeria e insediatasi, almeno inizialmente, nella zona occidentale di Cuba.
Le divinità del Pantheon Yoruba, che in Africa superavano le quattrocento, arrivano sull’isola in numero inferiore: sono rimaste solo quelle che rispecchiano le caratteristiche più vicine all’identità cubana; le più importanti sono una quindicina.
Ognuna di esse ha una mitologia ben precisa, emblemi, colori particolari, danze e ritmi propri.
Gli Orishas sono al contempo temuti e venerati, vivono accanto ai fedeli e dalla loro benevolenza o ostilità dipendono i successi o i fallimenti del credente.
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Ochún Ochún Si sincretizza con la Madonna della Caridad del Cobre, la patrona di Cuba. La sua festa ricorre l'8 settembre per la religione cattolica e il 12 settembre per gli iniziati nella Santeria. |
È la padrona dei fiumi e dei torrenti, dell’oro, del bronzo e del denaro; è la dea dell’amore e del piacere, è la protettrice delle donne, in particolare delle donne incinte.
Rappresenta la dolcezza, è allegra, accattivante, orgogliosa, arrogante, è l’immagine della mulatta cubana; le appartengono il miele e la cannella che usa per affascinare e conquistare gli uomini.
Quando si arrabbia è terribile, raramente concede il perdono. Una sua punizione può portare alla morte.
Il suo numero è il 5, i suoi colori il giallo e l’oro.
Usa 5 bracciali d’oro che fa risuonare per indicare a tutti la sua presenza.
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AGGAYU’ Si sincretizza con San Cristobal patrono della città dell’Avana e la sua festa si celebra il 16 Novembre.
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E’ un gigante, padre di CHANGO’ per la maggioranza, per altri è il fratello. Gli appartengono le comete, il deserto e i fiumi.
Rappresenta il potere e la forza. Ha un brutto carattere impulsivo ed é bellicoso, va facilmente in collera ed é di forte temperamento.
Aggayú é temuto da tutti al punto tale che la sua casa può rimanere aperta poiché nessuno vi osa entrare.
I suoi bastoni sono la palma reale e la ceiba e impugna un'ascia
come arma. E' il protettore degli autisti e degli scaricatori.
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Elegguá Si paragona al Bambino Gesù di Atocha o a Sant’Antonio di Padova. La sua festa è l’1 gennaio e il suo giorno di culto il lunedì.
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È il padrone delle strade, il protettore delle abitazioni, è colui che apre e chiude il cammino.
Il suo numero è il 3, i suoi colori il rosso (la vita) e il nero (la morte) che rappresentano il principio e la fine.
È il padrone delle strade, il protettore delle abitazioni, è colui che apre e chiude il cammino. Il suo numero è il 3, i suoi colori il rosso (la vita) e il nero (la morte) che rappresentano il principio e la fine.
A volte è scherzoso, a volte è crudele. È un bambino col viso da vecchio, è il più piccolo degli Orishas.
Il suo consenso è indispensabile per iniziare una qualsiasi cerimonia della Santeria.
Il suo vestito si compone di un pantalone corto e una giacca, entrambi rossi e neri. I suoi simboli sono un ramo di legno di guaiava, una borsa, una sacca, uno zaino in pelle di capra e un cappello di yarey (tipo di palma).
Gli piacciono i giocattoli tipo fischietti, palle, aquiloni e trottole.
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Changó È forse il più popolare degli Orishas, padrone del fuoco e del tuono, dei Tamburi Batá e della guerra. Si sincretizza con Santa Barbara e la sua festa è il 4 dicembre. |
È il Re dei Re, bello, virile, donnaiolo incorreggibile, bravo ballerino ed eccellente suonatore di tamburi, guerriero coraggioso e amico fedele ma sa anche essere bugiardo, impulsivo e crudele.
I suoi simboli sono le armi, i suoi colori il bianco e il rosso, il suo numero è il 6. Danza con un'ascia a doppio taglio, che rappresenta l'organo genitale maschile.
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Yemayá Si identifica con la Madonna de la Regla, patrona della Baia dell’Avana e del paese che porta il suo nome; la sua festa è il 7 settembre.
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È la dea del mare ha un aspetto maestoso, è bella come il mare che le appartiene, è orgogliosa, saggia, vanitosa ma soprattutto una vera madre in quanto si dice che abbia partorito tutti gli altri Orishas.
È la protettrice dei marinai, padrona del piombo e dell’argento.
Il suo numero è il 7 e i suoi colori il blu e il bianco. Veste una gonna a sette falde con i suoi colori preferiti; la sua danza ricorda l’ondeggiare del mare.
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Oyá Si identifica con la Madonna de la Candelaria e la sua festa è il 2 febbraio.. |
È la padrona dei lampi, delle tempeste e del cimitero, che è la sua dimora.
È violenta, irascibile, ribelle, amante della giustizia e della casa, dalla quale può anche non uscire per molti anni.
Il suo numero è il 9, il suo vestito è di colore rosso vino o rosa e la cintura è ornata di 9 fazzoletti colorati (mai neri).
Ha una corona a cui sono appesi 9 ciondoli di rame e agita un pennacchio fatto con la coda nera di un cavallo.